Turchia – terza parte: dall’antica Licia alla costa Egea

Il nostro viaggio si era fermato a Demre e da lì ripartiamo. Dopo aver pernottato nel lungomare partiamo per andare in un altro lungomare lontano circa 50 km dove c’è solo un chioschetto sulla sabbia, gestito da Volkan, un giovane con i propri genitori, segnalatoci da camperisti di Camperonline ma che tradisce le nostre attese quindi il giorno seguente si riparte. Il programma dice Isola di Kekova e giro in barca per visitare il sorprendente sito archeologico sommerso. Decidiamo di partire da Ucagiz, piccolo e pittoresco villaggio di pescatori. Dalle 10 sino le 17 pranzo compreso a 50Lt a testa (ricordiamo che 1€ equivale a circa 3 lire turche). Siamo in compagnia di due camperisti di Verona facciamo il giro dell’isola con varie soste per tuffi su acque limpidissime, pranzo a bordo ottimo e abbondante, ogni tanto emergono enormi e tranquille tartarughe che lambiscono la barca. Visitiamo il sito sommerso, le tombe rupestri di Simena e torniamo al porto di partenza. Decidiamo di rimanere nel piccolo parcheggio anche per la notte. Tutto molto tranquillo. Il mattino del 22.5 siamo partiti per Kayakoy, una bella baietta, ma brutta la strada per arrivarci. Incontriamo ancora i nostri amici di Verona e dopo aver trascorso la giornata al mare decidiamo di mangiare del pesce insieme nell’unico ristorante. Vera botta nei denti (come prevedevo, si vedeva da lontano…) 135Lt a coppia. Il mattino salutiamo i nostri amici, ci scambiamo indirizzi, cellulari, saluti, baci e via. Era previsto ancora mare verso Ankyaka ma le nuvole ci fanno saltare la meta per Aphrodisias, una delle città romane più belle della Turchia (VII a.C.), una navetta (un carro di legno trainato da un trattore a cingoli) ci porta davanti all’entrata del sito stupendo, veramente molto bello con resti ben conservati. Il giorno seguente partiamo per Pamukkale, una delle attrazioni più belle della Turchia. Attraversiamo la zona degli outlet, dove ci sono diverse fabbriche che confezionano capi per grandi marchi. Qui vengono fatti fermare i pullman di turisti (russi,..) per fare acquisti. I prezzi sono esposti in dollari, ma se si dice di non essere del gruppo (così mi avevano detto di dire) lo stesso prezzo lo paghi in Lt, veramente vantaggioso. Arriviamo a Pamukkale e andiamo subito al camping Dolphin Hotel (30Lt) proprio davanti all’ingresso del sito. Dalla cima della falesia scorre acqua tiepida ricca di sali di calcio modellando la montagna, nelle migliaia di anni, con piscine, cascate e forme strane a terrazze di travertino di un biancore quasi finto. Delle quattro sorgenti iniziali, attualmente tre sono utilizzate per riempire le piscine degli alberghi e una per le vasche naturali del sito con la conseguenza che alcune vasche sono in secca (cosa ne faranno poi delle piscine se gli alberghi saranno vuoti). Si cammina solo a piedi nudi, una sensazione strana trascorrere ore e ore con i piedi in acqua calda, si torna bambino. L’ingresso di 25Lt comprendeva anche Hierapolis, un sito archeologico sopra la montagna, bello ma troppo dispersivo. Il 25.5 arriviamo a Efeso ma prima ci dirigiamo al Santuario della Vergine Maria, dove Maria passò gli ultimi anni con l’apostolo Giovanni, grande suggestione. Scendiamo al sito di Efeso dalla porta sud, trascorriamo quasi 4 ore girando incantati fra i viali, i tempi, le terme, i teatri e la meravigliosa biblioteca di Celso, il tutto molto ben conservato e tuttora si scava. Il miglior sito da noi mai visitato. Usciamo veramente soddisfatti e ci rilassiamo con una bella spremuta di arancia e melagrano. Andiamo in paese a visitare l’immensa basilica di S. Giovanni e pernottiamo al camping Dereli a 50Lt. Il mattino seguente ci rechiamo a Cesme, una cittadina sul mare, turistica e movimentata. Trascorriamo la giornata in spiaggia in acque limpidissime e per la notte torniamo al centro cenando in un ristorantino con 54Lt e pernottando di fronte un hotel. Il giorno dopo troviamo la famosa Golden Beach, ci mettiamo in un piccolo parcheggio che con 10Lt ci da acqua, docce ed elettricità. Dopo due giorni di mare decidiamo di proseguire per la meta successiva, Pergamo. Anticamente famosa per la produzione di pergamene da dove prende il nome. Visitiamo il sito, l’acropoli e lo stupendo tempio di Traiano. Ripartiamo per il mare per arrivare a Dikili, cittadina sul mare. Ci mettiamo in un tranquillo parcheggio di un piccolo stabilimento gestito da un ragazzo arabo che con 10Lt ci fa utilizzare i servizi, docce, ombrellone e due sdraie. La sera facciamo un giro nel lungomare carino e movimentato, dove degustiamo l’ennesimo ottimo tè. Nella notte il cielo si fa nuvoloso quindi il mattino si parte per Troia, città famosa nella mitologia greca oggi chiamata Truva. Ci avevano detto di saltarla che non valeva la pena, ma non ci sembrava vero così abbiamo voluto vedere con i nostri occhi. Beh, confermiamo, conviene proprio saltarla! Non c’è più niente, solo il famoso cavallo di legno, brutto anche quello, rifatto di recente. Proseguiamo per Canakkale e traghettiamo (50Lt) per Ecebeat senza ripassare e fare il giro largo per Istanbul. Passiamo la dogana turca tranquillamente, quella greca ci fa fare un po’ di fila ma tutto ok. Per il viaggio di ritorno avevamo già prefissato le tappe. Fanari (bel paesino di pescatori, pernottato sul porto), Kavala (P al centro 4€), Asprovalta (bella cittadina, P con altri camper), Verghina (stupende le tombe reali scoperte recentemente, P al centro 7€ con acqua, luce e wifi), Metsovo (carino paesino di montagna), Ioannina (bella cittadina, P nel lungolago), Didoni (bel teatro e oracolo), infine Sagiada, un paesino di pescatori davanti Corfù dove trascorriamo gli ultimi giorni in un bel mare in compagnia di altri camper stranieri prima di prendere il traghetto per Ancona alle 0,30 del 10 giugno 2014. E’ stato un viaggio meraviglioso, che ci ha sorpreso ed è andato anche oltre le nostre attese. Non finiremo mai di ringraziare il popolo turco per la sua disponibilità e ospitalità, oltre alla tranquillità che ci ha trasmesso nelle varie soste. Abbiamo visitato siti e luoghi veramente unici. Ci piacerebbe molto, in futuro, tornare per andare oltre, ancora più a est, la parte più curda, che ci dicono essere ancora più affascinante. Magari ci penseremo quando gli animi si saranno tranquillizzati e i bagliori magari spenti. Grazie Turchia!! Alfio e Rosy


Logo Camping Club FanoArticolo tratto da “Sì, viaggiare..” (n. 2015-03)
Periodico del Camping Club Fano”
(http://www.campingclubfano.altervista.org)

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